The Ethiopian Song

Italian nineteenth century adventures in Africa were
long opposed by large sections of the Italian population
at home as can be seen by a glance at the files of old
Italian newspapers, such as for example, the socialist
Avanti or Critica Sociale.

The following song by Ulisse Barbieri, a democratic
Italian poet, symbolises this attitude. It first appeared
nine years before the battle of Adowa, on July 14, 1887,
in the Provincia di Mantova, the local weekly news-
paper of the town of that name. It is sung to the tune
of ” Inno di Garibaldi” (Song of Garibaldi), then a
popular democratic song in Italy:

In nome d’un dritto—che a noi si contende
Ognun le sue leggi—la patria diffende.
I martiri nostri—li chiaman . . . spioni.
Con forche e cannoni—ci voglion domar.

Le “tende” dei nostri—son fatte per noi;
Son la oltre il mare—le case dei tuoi! . . .
Su armiamci a battaglia! —Su armiamci a legioni!
Le forche e i cannoni—sapremo sfidar! . . .
Va fuori dall’Africa,
non siamo predoni;
va fuori dall’Africa
vigliacco stranier!

Che importa a noi liberi—dei codici vostri?
Che importan le leggi—non fatte per noi?
Do dritti parlante?—Lasciateci i nostri.
Noi nulla del vostro—vogliamo da voi.
II cielo, il deserto—il mar, gli orizzonti,
Le vette inaccesse—abbiamo dei monti,
Veleno hanno gli alberi—le braccia zagaglie
son nostro tripudio—canzoni a battaglia.
Va fuori, ecc.

Dei nostri deserti—son vaste le arene,
Ruggisce il leone—va ulran le iene.
E noi del Hone—piu forte il ruggito,
Mandiam per l’immenso—deserto infino.
Ruggito di liberi—che ai vostri moschetti,
Baluardo invincible—oppongono i petti;
Son cupe le gole—dei nostri burroni;
Saremo legioni—la patria a salvar.
Va fuori, ecc.

Son pochi i mandati piu ancor ne vogliamo! . . .
Migliaia e migliaia—mandatene ancor . . .
Piu bella la festa—sara che aspettiamo,
Piu grande la strage—che anela ogni cor!

Intorno alle teste—recise dal brando
e membra dei morti—col fuoco bruciando,
Trancato col ferro—1’anelito estremo . . .
Ancor urleremo—va fuori o stranier!
Coll’—odio nell’ anima
ancor urleremo . . .
Va fuori dall’ Africa,
Va fuori stranier.

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